That Girl - Short Story of a Growing Up Girl and Her First Love - School Day

tumblr_mwzppvSsA11sqqxfio1_500

“Damn, too early again!” I thought while I was approaching the almost deserted school hall door...what am I saying? It wasn't almost deserted, it actually was deserted! There was me and a man on his sixties wearing a blu navy jacket and a red hat, more red than Santa Claus' hat, and if I'm not mistaken he was the school keeper, so he doesn't count at all. I was exactly like those losers who read that a party starts at 9pm and instead of being there at 9,30 pm, as anyone can expect, I showed at 8,50 pm: I was a loser punctuality maniac. Let’s be honest: arriving at school just 10 minutes before the beginning of a school day to drink a coffee at the bar in front of the school and to smoke the morning sigarette was terribly cool…but neither I smoked sigarettes nor I drank coffee!
Nevertheless, that school looked quite good when it was empty…Unfortunately peace doesn’t last long and guess who was coming? Ludovica and Diletta, friends before they were born, because their mothers had met at the pre-natal course, they were inseparable and chic, that kind of chic that you know there is, but they didn’t show it off, which in some ways made you feel more insignificant.
“Hi!” just an embarassed grin, considering we had nothing more to say to each other.
“Hi!” I couldn’t do any different.
Luckly, Ludovica and Diletta dived in a deep pre-sigarette conversation, so that we could all forget the emberassment and I went back to my thoughts.
"Did you go to Filippo’s birthday party?” I could still listen to their conversation.
“Shhh…There’s Francesca!” Ludovica immediately hushed Diletta, but ufortunatey the poor figure had already been done. Honestly I didn’t care that Filippo hadn’t invited me to his birthday party, he was nothing to me, he was less important than the top floor resident, but what upset me most was that they thought I was stupid: we had been sharing the same place for more than a month 5 hours a day for six days per week, how could I not realize it? The problem was I didn’t say anything: I thought it was easier to behave like nothing had happened.

Five more minutes before the school keeper had opened the school hall door, and he arrived, like all days: Steve, backpacking, big green sweater like his emerald eyes and a smile that could put in a good mood even me that I would be anywhere but there ... and that day, come what may, I would have to find out why he spoke English like Daniel Radcliffe.



“Diamine, Di nuovo in anticipo!” pensai avvicinandomi all'ingresso della scuola praticamente deserto...ma che dico praticamente: era deserto! Eravamo io e un signore sulla sessantina, con indosso un giubotto blu navy tre volte la sua taglia e un cappello più rosso di quello di Babbo Natale, il quale, se non vado errato, era il custode della scuola, quindi lui non faceva testo. Esattamente come gli sfigati che leggono sull'invito di una festa che l'orario di inizio sono le 21,00 e, invece di presentarsi alle 21,30, si presentano alle 20,50, io appartenevo a quella categoria: sfigatamente maniaca della puntualità, perchè diciamoci la verità arrivare giusto 10 minuti prima dell'inizio delle lezioni per prendere un caffè al bar davanti scuola e fumare la sigaretta della mattina faceva tremendamente fico...ma io non fumavo e tanto meno bevevo il caffè!
Nonostante tutto però, prima dell'arrivo degli studenti, quella scuola sembrava pervasa da una pace e un silenzio, che la rendevano quasi bella...La pace purtroppo però non dura a lungo e chi stava arrivando? Ludovica e Diletta, amiche ancor prima della nascita, perchè le rispettive madri si erano conosciute al corso pre-parto, erano inseparabili e chic, di quello chic che c'è, ma non si vede e per questo ti fanno sentire ancor più fuori luogo.
“Ciao” un sorriso appena accennato misto ad imbarazzo, considerando che non avevamo molto altro da dirci.
“Ciao” e io non potevo che fare altrettanto.
Fortunatamente, nel giro di pochi secondi Ludovica e Diletta si immersero in una fitta conversazione pre-sigaretta, così tutte tre dimenticammo l'imbarazzo e io tornai presto ai miei pensieri.
“Sei stata alla festa di Filippo?”riuscivo comunque a sentire la loro conversazione
“Shh...C'è Francesca!” Ludovica zittì subito Diletta, ma purtroppo per loro la figuraccia era già stata fatta. Sinceramente, non mi interessava che Filippo non mi avesse invitata, lo conoscevo da appena un mese e nella mia vita aveva la stessa importanza dell'inquilino dell'ultimo piano del mio condominio, ovvero nessuna, ma mi disturbava che pensassero fossi una stupida: condividevamo lo stesso ambiente per 5 ore al giorno sei giorni alla settimana, come facevo a non accorgermene?!?
Il problema è che non dissi nulla: nella mia testa era più facile far finta di niente.

Cinque minuti ancora prima che il custode avesse aperto il portone della scuola, ed eccolo arrivare, come tutti giorni: Steve, zaino in spalla, maxi felpa color smeraldo come i suoi occhi e un sorriso che riusciva a mettere di buon umore perfino me, che sarei stata dovunque tranne che lì...e quel giorno, fosse cascato il mondo, avrei dovuto scoprire per quale motivo parlava inglese come Daniel Radcliffe.

School

"Sigarette e tacchi a spillo"

coffee

green eyes, green eyes

CREDITS: Tumblr and Flickr

Follow on Bloglovin

Add new comment

Plain text

  • No HTML tags allowed.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Lines and paragraphs break automatically.